-
Menu
Le nostre sinergie per i tuoi prodotti
facebook twitter google youtube instagram Linkedin Pinterest
Cerca facebook twitter google youtube instagram Linkedin Pinterest
RICHIEDI INFORMAZIONI
Sisma Bonus - Che cos'è e come funziona
Consulenza
19
Oct

Sisma Bonus - Che cos'è e come funziona

Nel post precedente abbiamo visto le novità introdotte dalla nuova Legge di Stabilità per il 2017. Tra queste particolarmente rilevante è l'introduzione del "sisma-bonus".

Abbiamo chiesto all' Ing. Michele Milo, esperto nella progettazione e calcolo strutturale per edifici civili ed industriali in zona sismica, di chiarire alcuni punti fondamentali della misura.

Slancio dell’Italia in materia di prevenzione del rischio sismico, introducendo detrazioni per le certificazioni sismiche degli edifici col Ddl di bilancio il cosiddetto “sismabonus”.

Fino a questo momento l’unica misura di prevenzione era l’Ecobonus limitato al 50% e alle sole zone sismiche 1 e 2, situazione decisamente insufficiente perché non consentiva di affrontare lavori impegnativi. Il Sismabonus, invece, definito nella nuova Legge di Stabilità comprende una serie di misure (tecniche, fiscali ed economiche) per incentivare l’adeguamento sismico delle abitazioni (anche delle seconde case) e degli edifici produttivi in tutte le zone sismiche, non solo nell’1 e 2.

Ma che cosa sono le zone sismiche? E come si determina la zona sismica in cui ricade un’abitazione?

Per ridurre gli effetti del terremoto, l’azione dello Stato si è concentrata negli anni sulla determinazione di una classificazione del territorio, in base all’intensità e frequenza dei terremoti del passato, e sull’applicazione di speciali norme per le costruzioni nelle zone classificate sismiche.

La legislazione antisismica italiana, allineata alle più moderne normative a livello internazionale prescrive norme tecniche in base alle quali un edificio debba sopportare, senza gravi danni, i terremoti meno forti e, senza crollare, i terremoti più forti, salvaguardando prima di tutto le vite umane.

Dal 2003 ad oggi si sono susseguite una serie di aggiornamenti dello studio di pericolosità di riferimento nazionale, mirati a fornire alle Regioni uno strumento sempre più aggiornato per la classificazione sismica del proprio territorio, facendo di fatto sparire la parte di territorio “non classificato”, e suddividendo l’intero territorio in 4 zone sismiche di riferimento, in relazione all’accelerazione di picco su terreno rigido con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni.

Il risultato è che tutto il territorio italiano è, ad oggi, sismicamente a rischio.

Classificazione sismica

I quattro livelli in cui sono stati catalogati tutti i Comuni italiani, al 2012, sono i seguenti:

Zona 1 - Sismicità alta: comprende ampie zone delle regioni dove si sono registrati gli ultimi terremoti più forti (Abruzzo, Friuli, Campania, Calabria) [PGA oltre 0,25g.]
Zona 2 - Sismicità media [PGA fra 0,15 e 0,25g]
Zona 3 - Sismicità bassa [PGA fra 0,05 e 0,15g]
Zona 4 - Sismicità molto bassa [PGA inferiore a 0,05g]

Con il recente Ddl di bilancio viene introdotto il “sismabonus” che prevede uno sconto Irpef a partire dal 50% e sarà riconosciuto per le spese sostenute mirate all’adeguamento sismico degli immobili che ricadono in zone ad alta pericolosità sismica. In tal senso, si avranno a disposizione 5 anni (2017 al 2021) per intraprendere misure di prevenzione sismica, tra le spese detraibili rientreranno anche quelle per la classificazione e verifica sismica degli immobili, e lo sconto è previsto sia per le abitazioni sia per le attività produttive, con un limite massimo di spesa di 96 mila euro.

I lavori di messa in sicurezza antisismica potranno costare a chi intraprenderà la strada della prevenzione anche solo il 15% del costo totale. Infatti il sismabonus sale fino all’85% se gli interventi sono mirati al miglioramento della classe di rischio in cui ricade l’immobile e fino a 2 classi di rischio. Stesso discorso per gli interventi antisismici che dovessero riguardare interi condomini: la detrazione salirebbe al 75 e all’85%, sempre a seconda dell’entità di miglioramento della classe di rischio.

Per definire il livello di rischio di un territorio occorre conoscere la sua sismicità, cioè quanto spesso avvengono i terremoti e quanto sono forti, ma anche il modo in cui l’uomo ha costruito le sue opere. Per determinare la classe di rischio in cui ricade un immobile, bisogna rivolgersi ad un ingegnere strutturista col quale intraprendere un percorso di indagine sismica e mitigazione del rischio: il rischio sismico PUO’ essere drasticamente ridotto con interventi strutturali di riduzione della vulnerabilità, cioè di miglioramento del comportamento sismico di una struttura sotto l’azione del terremoto.

Photo credit: Affari de fotografie diseñado por D3images - Freepik.com

© 2017 TEKLA s.r.l. - PI: 03530070659 Credits.Kreisa